Plant-based burgers (vegano) | Food photography: come fotografare il cibo

Food photography: come fotografare il cibo

Oggi vi voglio raccontare di food photography, e di come fotografare il cibo.

Dalla spesa all’impiattamento (con il food styling); dal mood agli oggetti di scena (con il prop styling); dal set con l’illuminazione e l’inquadratura, fino all’editing della post-produzione (regno delle fotografe). Insomma, cosa fare per ottenere immagini da mangiare con gli occhi!

Il cibo, come fulcro del nostro quotidiano, è ormai il protagonista quasi assoluto delle immagini di tutti i giorni. Onnipresente già nelle nature morte dei grandi pittori, nel design e nella fotografia artistica e concettuale.

Come ogni forma d’arte, anche la fotografia ha una lunga storia che si è evoluta nel tempo. Le prime immagini risalgono agli inizi del XIX secolo, con il cibo spesso rappresentato in stili molto simili ai dipinti. Fu l’inventore francese Joseph Nicéphore Niépce ad aver scattato la prima fotografia conosciuta, era una natura morta composta da una ciotola, un calice e un pezzo di pane.

Negli ultimi anni, lo scenario fotografico del mondo del food è diventato il luogo nel quale chiunque abbia uno smartphone può scattare immagini (più o meno allettanti) in un dato luogo, in un dato momento, che si tratti di un ristorante, un mercatino o la cucina di casa.

La food photography è un settore vivace e in constante crescita dove fotografi, food e prop stylist, l’industria della pubblicità, buongustai, food blogger o instagrammer, escogitano continuamente modi alternativi di presentare il cibo, sia come espressione artistica che commestibile. È evidente quanto il mondo del food possa essere simbolico, ritualistico e particolarmente stimolante.

Espressione di quei momenti creativi che danno l’imput a realizzare mappe con gli ortaggi, geometrie di gelatine modellate in piatti kitsch, crostate con reticoli intricati o innumerevoli tipi di pasta colorata.

Dalle preparazioni di base a parco giochi delle decorazioni, c’è un’infinità di immagini più o meno belle e/o più o meno appetitose, tutte in qualche modo interessanti.

Le foto di cibo possono essere anche un passaporto istantaneo per viaggiare: che si tratti di conserva di pomodoro al sole, su un tetto da qualche parte in Italia, o di succulenti tortini di melanzane su un’isola greca, o di un pentolone di zuppa fumante in un mercato tailandese.

Ecco allora alcuni suggerimenti che possono tornare utili nelle varie fasi del processo creativo.

Food styling: dalla spesa all’impiattamento

Food styling, gli attrezzi del mestiere | Food photography: come fotografare il cibo | foto: ©ockstyle

Immagino conosciate l’espressione “Mangiare con gli occhi”. Oppure “Far buona impressione”. Ecco il food styling: dalla spesa all’impiattamento, soddisfa queste esigenze per l’editoria (libri e giornali) e la pubblicità, sia online che offline.

Dietro a un’immagine di cibo c’è (o dovrebbe esserci) una food stylist al lavoro che – in team con fotografa e prop stylist – valuta, pianifica e perfeziona ogni dettaglio legato al food.
È un’occupazione relativamente giovane, dove la maggioranza sono donne, quindi mi scuseranno i food stylist se, per semplificare, ne parlerò al femminile.

Il cibo da fotografare deve apparire al meglio, esattamente come per qualsiasi altro modello, e il food styling se ne prende cura.

  • Si parte dalla spesa – dove la stylist fa il casting delle materie prime,
  • quindi in cucina, dove si migliora il look della ricetta (rendendo il piatto il più appetitoso possibile),
  • fino al momento dell’impiattamento per la fotocamera.

Per stimolare i nostri sensi, l’estetica di un piatto è importante quanto il suo aroma, che in fotografia possiamo solo immaginare (almeno per il momento).

A differenza del cucinare di tutti i giorni, nella food photography si prepara per la macchina fotografica. Cuocere gli ingredienti separatamente (per quel che è possibile) e assemblarli in seguito è la pratica che permette di disporre i vari componenti a seconda delle esigenze: tempi e look finale in primis.

Le sessioni possono richiedere ore e il piatto da riprendere deve apparire sempre fresco e stuzzicante. Non importa da quanto tempo è lì, sul set, chi lo guarda deve aver voglia di mangiarlo come se fosse stato appena preparato.

Pro styling: dal mood agli oggetti di scena

Prop styling, assortimento di forchette vintage | Food photography: come fotografare il cibo | foto: ©ockstyle

Riguardo al prop styling: dal mood agli oggetti di scena. Per creare immagini che fanno venire l’acquolina in bocca, spalancare gli occhi dalla sorpresa e le narici (come per inalare profumi immaginati), ci vuole occhio e tecnica.

Partiamo dal mood. È uno dei tanti termini inglesi entrati gioco forza nel vocabolario professionale nostrano. Letteralmente vuol dire stato d’animo, ma anche umore, sul set si interpreta nella sua accezione legata all’allestimento scenico, come arredamento, atmosfera ed emozione. E qui entrano in gioco gli oggetti di scena – prop in inglese.

Nelle produzioni fotografiche, la figura professionale responsabile degli elementi decorativi di un set è la prop stylist che si occupa degli oggetti di scena e del loro allestimento. Chiamata anche set decorator o arredatrice di scena (soprattutto in lavori pubblicitari e/o cinematografici).

Professioniste dello scovare i prop che faranno la differenza, le trovate a rovistare nei mercatini, robivecchi, o aste di beneficenza, immerse, con flemma e pazienza, tra tessuti e oggetti vari, più o meno polverosi.

Per sviluppare il mood delle vostre immagini, dovrete partire col decidere che storia volete raccontare, dove la racconterete (location), quali saranno i toni e colori dominanti, e come l’ambienterete.

Che sia contemporaneo, moderno, minimal, vintage o rétro – e/o tutte le innumerevoli combinazioni degli stili più svariati – il mood giusto è uno degli ingredienti segreti che, con il cibo, regalerà l’esperienza sensoriale desiderata.

È importante investire in oggetti di scena. La scelta dei prop – dai piatti contemporanei in ceramica bianca alle ceramiche in gres leggermente maculate, ma anche utensili e quant’altro – dipenderà dallo stile fotografico richiesto di volta in volta.

Mi raccomando però – prima di dedicarvi allo shopping – valutate gli spazi di stoccaggio, perché la vostra caccia al tesoro per l’oggetto dei vostri sogni fotografici, con relativi acquisti, sarà un’avventura in continuo divenire. Non c’è tovagliolo o ciotolina che basti. Per non parlare di forchette e forchettine, coltelli e coltellini, cucchiai e cucchiaini… che avventura!

Quindi, da dove partire per creare il proprio corredo di oggetti di scena per food photography? Prossimamente su Appetibilis.

A questo punto non mi resta che ringraziarvi per aver trovato il tempo di leggere l’articolo. E, nel caso vi sia piaciuto, condividetelo: sharing is caring!

Pubblicato da

ockstyle

🇺🇸 I'm a gourmet traveler, content writer, storyteller and blogger... When I'm not writing, I photograph, cook & style. Not necessarily in this order 🇬🇧 :-) 🇮🇹 Creatrice di contenuti, appassionata narratrice di storie e blogger. Quando non scrivo, fotografo, testo ricette dolci e salate, preparo cibi e bevande per le riprese fotografiche... Non necessariamente in quest'ordine ;)

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