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Food Trend: le tendenze più interessanti per l’autunno

È ormai tradizione che a fine anno si provi a “prevedere” le tendenze per l’anno che verrà. Quali ingredienti, piatti, diete, ecc. definiranno i consumi dei 12 mesi a venire.

In questo caso voglio parlarvi dei food trend più interessanti per l’autunno, una stagione deliziosa, ancora coloratissima che, con i giorni che si accorciano e rinfrescano, ci prepara alle festività.

Questo non significa che troverete una miriade di elenchi, basati su una combinazione di ricerca, intuizione e chiaroveggenza, ma una serie di suggerimenti che, uniti alle ricette proposte in questo articolo, garantiranno goduria a ogni morso!

“Qualunque sia il campo dell’attività umana, solo quelle tendenze che sono in armonia con i bisogni della società mostrano rapidi progressi.” (Nikolay Chernyshevsky)

Ma veniamo a noi…

Superato il periodo estivo, con tantissimo tempo trascorso all’aria aperta, la routine torna indoor, si torna a cucinare in casa e si potranno riaccendere i forni (che il caldo estivo aveva cancellato dalla nostra lista di cose da fare).

Tra le tendenze non sorprende la consistente preferenza dei prodotti biologici, il crescente interesse per il binomio “cucina naturale e salute” e l’onnipresenza dei cibi di conforto: dalla pasta fatta in casa, alla pizza, ma anche a zuppe fumanti, piatti dalle lunghe cotture o preparati con la pentola a pressione…

È sempre divertente poter sperimentare nuove ricette e, anche se si tratta di ingredienti classici, potreste scoprire nuovi modi di prepararli: tentar non nuoce (forse un pochino al punto vita)… ma alla linea ci pensiamo in primavera!

Benessere

Benessere... Food trend: Food Trend: le tendenze più interessanti per l’autunno

Parlando di benessere è chiaro che, vista la situazione dell’ultimo anno e mezzo, siamo ancora alla ricerca di conforto – cercando sostegno, sollievo, consolazione, ma anche ristoro e aiuto morale in tutti quei cibi facili da preparare (pane, pasta, pizza, patate), ma anche da ordinare. Ci sono tutta una serie di app pronte a consegnare quello che vogliamo, un po’ ovunque.
Naturalmente ce n’è anche per chi cerca qualcosa di più salutare (con offerte di hummus, cecina, creme di legumi, ecc.).

“Le grandi cose non si compiono da parte di coloro che cedono alle tendenze e mode e all’opinione popolare.” (Jack Kerouac)

Riguardo ai food trend autunnali…

  • La dieta chetogenica continua a essere il regime alimentare del momento, insieme alla “chetotariana”, la versione a base vegetale (rispetto alle linee guida cheto tradizionali).
    Chiaramente la sovra-disponibilità di notizie online relative alle diete, rende sempre più difficile determinare se le informazioni siano utili e accurate o potrebbero causare gravi danni. Mi raccomando, chiedete sempre agli esperti!
  • Sale la mania per i funghi – coltivabili anche sul balcone di casa, (cosa che dà grandi soddisfazioni) – ma anche il consumo di radici ed erbe aromatiche.
    Facilmente reperibili nei mercati rionali, come nei negozi di alimentari, le erbette e le radici sono ingredienti essenziali in ogni tipo di cucina, che sia asiatica, europea, africana, americana, caraibica e chi più ne ha più ne metta. Sto parlando di timo, salvia, rosmarino, menta, aneto, coriandolo, basilico; o radici come carote, barbabietole, curcuma, topinambur, pastinaca, daikon…
  • L’amore per il caffè è noto. C’è sempre più creatività nel formulare nuove ricette legate all’espresso, con la metà dei nuovi lanci di marche di caffè dove si menzionano rivendicazioni etiche o legate alla sostenibilità ambientale.
    Tra le novità si parla sempre più della “Cascara”: le bacche rimaste, dopo aver estratto l’amato chicco, che vengono essiccate e consumate per fare infusi.
  • Tra gli olii, sia quello di cocco che di oliva, dovranno concedere dello spazio nelle dispense.
    Le tendenze, dettate sia dai benefici per la salute che per il palato, indicano una crescita dei consumi dell’olio di semi di canapa (con o senza CBD), di zucca, di girasole, di avocado, ma anche riso, noci, lino e sesamo.
  • L’attenzione sempre maggiore ai tipi di zuccheri usati per dolcificare, ha determinato una riduzione del suo uso, con spostamenti verso i dolcificanti alternativi, tipo la stevia.

Per rafforzare l’ecosistema intestinale, sempre più rilevante è l’assunzione di pre, pro e post-biotici.

  • I prebiotici sono sostanze non digeribili contenute in natura in alcuni alimenti, (banane, miele, aglio, cipolla, fagioli, asparagi, cicoria, porri.)
  • I probiotici sono microrganismi contenuti in determinati alimenti (o integratori) che esercitano un effetto positivo sulla salute. (Fonte Istituto Veronesi)
  • I post-biotici sono un sottoprodotto derivato dalla fermentazione di origine batterica, presenti naturalmente nei crauti, kefir, yogurt, ecc.

Sostenibilità

Sostenibilità... Food trend: Food Trend: le tendenze più interessanti per l’autunno

Con la preoccupazione legata all’aumento dei cambiamenti climatici, siamo tutti un po’ più consapevoli alla sostenibilità e di quanto sia importante prendere decisioni con un occhio agli acquisti eco-coscienti.
Grazie anche ai giovanissimi (millenial e non), siamo sempre più interessati che mai all’impatto ambientale che le nostre scelte di vita comportano e il cibo è tra le prime.

Ci sono molti modi in cui si possono ridurre i rifiuti in cucina, dagli imballaggi (come quelli plastica), al riutilizzo degli scarti (le parti edibili, come gli steli dei broccoli, le cime delle carote e bucce varie).

Qualsiasi passo fatto per ridurre lo spreco alimentare è un bel modo per sostenere queste tendenze:

  • preferire prodotti coltivati in modo sostenibile, e fare attenzione alla loro provenienza: fonti sostenibili, filiera etica, etichette semplici e chiare, attenzione alla tracciabilità.
  • Imparare a conservare le verdure in barattolo (sott’aceto o in salamoia). Indipendentemente da quale verdura sceglierete, le conserve sono un bel modo di godersi le verdurine durante tutto l’anno.
  • Meglio preferire gli imballaggi green e i rivestimenti a base vegetale per prolungare la durata di conservazione degli alimenti (come Apeel, una nuova pellicola commestibile che protegge dall’umidità e dall’ossidazione).​

Scarti alimentari e moda

Riguardo agli scarti alimentari e moda. Con un mercato sempre più attento a scarti e rifiuti, aspettiamoci di trovare in passerella sempre più “moda vegetale”:

  • dalle scarpe post-petrolio, anche da corsa, che siano performanti e con un basso impatto ambientale di produzione – La corsa all’aria aperta è ormai lo sport più praticato sia tra principianti che professionisti e la produzione di “sneakers” è tra le lavorazioni che immettono più CO2 nell’atmosfera, (rispetto a tutto ciò che indossiamo).
  • Capi realizzati con materiali riciclati: pelle di funghi o cactus; materiali derivanti da semi di ricino, eucalipto, mais, canna da zucchero, alghe e gomme naturali; ma anche filati ottenuti dalla plastica prelevata dagli oceani.

“Ci sarà sempre un sostituto in arrivo molto presto: una versione più recente, una versione più pazza, una versione più rumorosa. Quindi, se non hai un piano a lungo termine, allora sei solo una fase passeggera, l’ultima tendenza, l’evento di ieri” (Grace Jones)

Spesa

La spesa... Food trend: Food Trend: le tendenze più interessanti per l’autunno

Che dire della spesa? Ingredienti, condimenti, novità e grandi classici, a seconda del budget disponibile in ogni famiglia, si e visto un aumento degli acquisti e/o vendite:

  • di prodotti biologici e stagionali (con approvvigionamento locale);
  • prodotti a marchio del distributore (generalmente costano di meno);
  • ingredienti freschi come frutta e verdura;
  • più cibi a base vegetale, con proteine in alternativa alla carne;
  • lievito madre (anche essiccato) per fare pane e focacce e
  • farine di tutti i tipi per sbizzarrirsi anche nel mondo della pasta; per preparazioni fatte in casa.
  • Pasta, riso, legumi, conserve di pomodoro e cibi in scatola.
  • Alimenti “senza”, dagli zuccheri aggiunti al lattosio, glutine, sale, lieviti, coloranti, conservanti, o olio di palma.
  • Disinfettanti, tinte per capelli, preservativi e
  • la costante caccia alle mascherine sicure (di cotone e antiallergiche).

Largo agli ingredienti alternativi. Tra le novità troviamo:

  • il caffè spalmabile, (un crema, con una discreta dose di caffeina, commercializzata da anni in Giappone).
  • Il “cacio” plant-based. La produzione di “non formaggio” è migliorata tantissimo. Ce ne sono di buonissimi (freschi, spalmabili e più o meno stagionati), e sono un delizioso sostituto per chi non può consumare latte e derivati, ma anche per chi vuole diversificare la propria alimentazione.

“​Non esiste una ricetta unica per il successo. Ma c’è un ingrediente essenziale: la passione” (Martha Stewart)

Ricette autunnali

Ricette... Food trend: Food Trend: le tendenze più interessanti per l’autunno

Tra gli ingredienti protagonisti della stagione autunnale troviamo le mele e le zucche.
È vero che le mele si trovano un po’ tutto l’anno, ma quelle autunnali hanno una croccantezza e succosità tutta speciale.

Sono buone da mangiare in qualsiasi momento: colazione, pranzo, cena e dessert. Torte, crostate, marmellate, alla piastra, alla griglia, o in purea, ci sono anche tante varianti salate dove le mele sono protagoniste.

Avete mai provato i crostoni di pane tostato con sottili fette di caciotta di capra e mele grigliate?

Riguardo alle zucche, cosa sarebbe l’autunno senza di loro?
Sempre popolari, che si tratti di pranzo o dessert, ci sono innumerevoli modi per includere la zucca nel menu… tipo dei voluttuosi tortelloni alla zucca arrostita.

Eccovi allora delle ricette autunnali dei miei amici food blogger: Agostino Budelacci (Cuoco goloso); Maria Rosaria De Luca (Cucina casareccia) e Vittotia Tassoni (Vittoria in cucina).

Primi

Orzotto con mele noci e speck
Un delizioso primo con un abbinamento di mele, speck e noci… da provare!

Strozzapreti con Zucca, Porcini e Taleggio
Un piatto goloso e succulento, con zucca, porcini e il cremoso taleggio.

Secondi (e contorni)

Scrigno di nasello
Un secondo di pesce, aromatizzato al Varnelli e racchiuso in una croccante crosta di pasta fillo; da servire su crema di zucca.

Insalata di mele e sedano
Un piatto leggero e facile da preparare… per quei momenti dove proprio non ci va di accendere i fornelli.

Dolci

Scrigni di frolla all’arancia ripieni di mele e uvetta
Un involucro di pasta frolla che racchiude un ripieno di confettura di mele e zenzero, pezzi di mela, uvetta e zucchero.

Torta di zucca al cioccolato
È una torta soffice con zucca e cioccolato adatta a tutte le feste, ma anche a colazione o merenda.

Ci sono anche taglieri di tutti i tipi. Perfetti come antipasto o finger food: possono essere dedicati ad affettati o formaggi, o entrambe, e accompagnati da pane, crostini, salse e marmellate. L’appetito vien mangiando!

Bere, brindare, sorseggiare

Bere bene... Food trend: Food Trend: le tendenze più interessanti per l’autunno

Per bere, brindare e sorseggiare, c’è sempre più attenzione da parte dei consumatori, in particolare donne, verso i vini naturali e spiriti artigianali.

“La cosa più importante è prevedere dove si muovono i clienti e precederli. (Philip Kotler)

I consumatori, sempre più consapevoli e informati sulle produzioni (dalla vigna alla cantina), cercano sempre più:

  • vini “eroici” prodotti da vigne ubicate su terreni montani, (verso i 500 metri), con pendenza superiore al 30%, distribuite su terrazzamenti o gradoni; tipici quelli del Trentino Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta, Sicilia (con Pantelleria e l’Etna), la Costiera amalfitana in Campania, le Cinque Terre in Liguria… Anche in versione bollicine.
  • Vini prodotti da agricoltura biodinamica realizzati con la fermentazione spontanea, senza aggiunta di coadiuvanti, senza procedimenti invasivi (neanche in vigna), e
  • vini in anfora, vini da lunghe macerazioni, o vini vegani (no ad albumina e caseina usate per l’illimpidimento dei mosti).
  • Tra le novità c’è l’arrivo dell’etichetta nutrizionale per le bevande alcoliche.

In ascesa ci sono anche:

  • drink analcolici o dal contenuto grado alcolico; con il segmento “healthy” (salutare) per sportivi.
  • Il consumo di Gin (classico, botanico, con o senza alcol), Whiskey giapponesi, Rum e Rosolio.
  • Bevande pronte da bere (RTD Ready to drink), non solo chinotto, te, aranciata o limonata… Ci sono anche drink ispirati al foraging, con elementi botanici raccolti in natura, come Selvatiq. Un progetto pensato per salvaguardare l’ambiente e la biodiversità.
  • Birre classiche e senza glutine, alcoliche, analcoliche e ipocaloriche, ottenute anche dal riso, patate, scarti del pane, semi di avocado, o funghi officinali;
  • i cocktail in lattina;
  • l’Hard Seltzer – un’acqua molto frizzante, agrumata, con un bassissimo grado alcolico.
  • L’ormai noto kombucha, una bevanda frizzante (anche con qualche grado alcolico), ricca di batteri amici, ottenuta dalla fermentazione di tè zuccherato e SCOBY, l’acronimo di Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast, (coltura di batteri e lieviti che vivono in simbiosi tra loro).
  • Il vino in scatola (bag in box).
  • I cocktail analcolici. Chiamati mocktail (finti cocktail), sono un modo divertente e festivo per godersi la stagione autunnale.

Poi c’è l’industria che spinge per i “Futureproof Foods” (alimenti a prova di futuro), prodotti innovativi e cibi funzionali che, si presume, apportino “benefici” per la salute: dalla difesa immunitaria alla gestione dell’umore.

Ma come nasce un trend?

Il modus operandi con il quale si genera il passa parola varia a seconda dell’obiettivo e del budget, sicuramente con tanti articoli e fotografie appetitose postate su blog, siti e social.

Si costruiscono reti di “influencer” – baristi, blogger, cuochi, giornalisti, esperti, ma anche amici fidati – che ne parlino e, con un po’ di fortuna (e budget), ecco che nasce il trend, con relative liste redditizie soprattutto per chi vende.

“L’ecosostenibilità è un prerequisito per stare sul mercato. È una pretesa urgente e indispensabile, non potrà più essere un vanto pubblicitario o un’invenzione di marketing.” (NewTrain Manifesto)

Chiudo con il punto N.1 del NewTrain Manifesto – 30 tesi, una per ogni anno da qui al 2050, scritte da 16 giovani studenti: Simone Aragona, Luisa Capuani, Clarissa Ciano, Francesco Chironna, Vittoria Duò, Ottavia Guidarini, Laura Izzo, Aurora Longo, Alice Nicolin, Antonella Raso, Giorgio Remuzzi, Chiara Sanvincenti, Alice Serrone, Mattia Tresoldi, Serena Vanzillotta, Luisa Zhou.

Una risposta contemporanea ispirata ai principi del primo Cluetrain Manifesto, scritto nel 1999, che esordiva con “1. I mercati sono conversazioni” e “2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici”…

Vedremo l’andamento dei mercati 😉

Professione food blogger: chi è e cosa fa?

Chi è e cosa fa un* food blogger? Molti scrivono di ricette, altri di viaggi e cucine del territorio, altri ancora raccontano dei locali dove sono stati; qualcuno preferisce parlare delle nuove tendenze, alcuni di benessere in cucina e alimentazione sana (anche per i nostri amici a quattro zampe)… Chi siamo? Siamo la nicchia più numerosa nella grande famiglia dei blogger.

Ma chi è e cosa fa un* food blogger?

Il food blogger crea contenuti e, provenendo da background diversi, con competenze diverse, può essere: libero professionista, casalingo, giardiniere, agricoltore, vignaiolo, casaro, ma anche architetto, avvocato, autore di libri di cucina e non… Ognuno con la sua voce, personalità e unicità.

Bloggare ti dà l’opportunità di connetterti e fare rete con persone che la pensano allo stesso modo e che condividono le stesse passioni

Cosa ci accomuna? Sicuramente la passione per la cucina, il desiderio di condividere, svelare e mostrare le nostre avventure, le varie tecniche, gli ingredienti segreti e tante altre storie legate al cibo, ognuno nel proprio diario digitale. E il blog è un ottimo canale di narrazione.

La creazione di un blog è spesso frutto dell’impulso del momento, così, senza un piano d’azione o degli obiettivi. Succede all’improvviso, quando senti il bisogno di fare qualcosa di nuovo e il blog ti appare come una buona soluzione.

Tris di primi | Professione food blogger | foto ©LuciaZeccara

“La vita è una combinazione di magia e pasta” (Federico Fellini)

Hobby o lavoro, non c’è un modo giusto o sbagliato di vederlo, dipende da quello che vuoi fare; la linea, ormai sottilissima, tra professionista e principiante, (o pubblico e privato) è sempre meno visibile.

Quanti tipi di food blogger ci sono? La lista è lunga, ma si possono riassumere in queste macro aree:

  1. c’è chi cucina e pubblica le ricette;
  2. chi scrive recensioni di prodotti, libri o eventi gastronomici;
  3. c’è chi racconta di chef e ristoranti.
  4. Ci sono poi i blogger di nicchia che raccontano della loro alimentazione, ma anche delle loro scelte di vita (senza glutine, vegana, vegetariana, crudista, senza uova, senza latte, ecc).
  5. Blogger che narrano dei loro viaggi, raccontando il cibo come espressione del luogo che stanno visitando, impostando delle vere e proprie mini guide.
  6. E poi ci sono i blogger che parlano di vini e bevande, di intrattenimento, di benessere o scienza in cucina, ma anche di fotografia e food styling (come nel mio caso).

Ci sono molti altri tipi di blog, dove spesso gli elementi si sovrappongono così da assumere molte forme e strutture diverse.
Si può parlare di cibo e salute, storia e politiche alimentari, ambiente, cultura, etica, cibo consapevole e sostenibile.

Il blog, in qualche modo, diventa il diario di un viaggio tutto personale intorno alle cibarie. Non esiste una regola fissa.

Quali sono le competenze del Food Blogger

Ci sono “un paio” di cose che dovresti considerare prima di lanciarti nel tuo progetto di blogger.

  • Devi saper scrivere, ovviamente, così come cucinare, mangiare e bere;
  • essere disposto a impegnarti e desideroso di imparare;
  • devi aver passione, stile e sostanza.
  • Inoltre, studiare, testare ricette, ricercare, assaggiare, scrivere e condividere contenuti, deve essere la tua routine.
  • Così come mantenersi in forma!

“Ciò che rende la scrittura sul cibo diversa dalle altre forme di scrittura è la sua attenzione ai sensi e al piacere e al godimento che ne derivano.” (Dianne Jacob)

Gli aspetti da curare per un blog di successo sono parte integrante delle scelte che fai/farai.

  • Il tuo segmento. Concentrati su ciò che conosci, definisci l’argomento principale: che sia cucina (regionale, etnica, dolci, fare il pane; diete speciali: senza glutine, vegetariano, vegan); viaggi, vino…
  • Produci contenuti originali di qualità. Si vede quando c’è passione in quello che fai.
  • Sii consistente. Aggiorna il blog con una certa frequenza, è necessario per mantenere alta l’attenzione.
  • Pianifica. Realizza un piano editoriale e fissa gli obiettivi; programma per essere efficace ed efficiente. (Resti motivato e fai un buon lavoro).
  • Allenati. Scrivi spesso e, per le ricette, ricordati di spiegare chiaramente ogni passaggio in modo completo. (Chi ti legge potrebbe essere inesperto).
  • Quali sono le tue competenze fotografiche? Un bravo food blogger deve conoscere di fotografia e magari di video e food styling. Perché un’immagine vale anche più di mille parole.
  • Ricordati di fare rete. Condividi le tue creazioni su piattaforme social come Instagram, Linkedin, Facebook, Twitter, ecc. costruisci il tuo seguito.
  • Hai già pensato al nome del tuo blog?

[A proposito di competenze] Prima cosa saper cucinare e sottolineo cucinare, no copiare le ricette on line e rubare le foto in giro. Scrivere in modo che le persone riescano a seguire la ricetta: da me si dice “procedimento a prova di scimmia.” (Agostino Budelacci “Cuoco goloso”)

Materie molto utili sono:

  • Sapere di salute e sicurezza (certificazione HACCP);
  • diritti d’autore (cosa succede se si utilizzano opere altrui?);
  • privacy, GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), elementi di consenso, informative, ecc.

Che tipo di studi deve intraprendere

Per cominciare, potresti partire con dei seminari/workshop, leggere più blog possibili (è un buon modo per imparare, essere aggiornato sui vari argomenti, stili di scrittura e/o immagini). Più interagisci con gli altri, più sei informato, fai la tua analisi di mercato e conosci i blog concorrenti.

Corsi strutturati non ce ne sono a parte “Blog in rete”, il percorso formativo che sto frequentando, adatto a blogger e aspiranti blogger “consapevoli”. Un progetto relativamente giovane creato da Giulia Bezzi, con un team di esperti eccezionale.

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Per maggiori info clicca QUI

Ti consiglio di leggere anche di cultura, moda, casa, design, bellezza, stile di vita, motori, fai da te, ecc. Hai visto mai che qualcuno dei soggetti trattati possa esserti d’ispirazione?

“Capacità di scrivere, e di utilizzare i principali canali social. Studiare tutta la parte del web e della manutenzione del sito, ma anche un po’ di storia e cultura gastronomica non farebbe male.” (Vittoria Tassoni “Vittoria in cucina”)

Il food blogger, con i suoi testi, foto e/o video, deve riuscire a sollecitare tutti i sensi: vista, gusto, olfatto, tatto e udito. Come si descrive l’emozione di un boccone in modo tale da far venire l’acquolina in bocca al lettore?

Raccontare il cibo non è così facile come potrebbe sembrare. La maggior parte dei testi riguarda il mangiare, quindi la vera sfida è potersi esprimere senza ricorrere a cliché o una serie infinita di aggettivi.

In quanti modi puoi dire che qualcosa è davvero buona, senza ripeterti? Mai abbastanza, e si può imparare.

Cosa puoi fare? Studia:

  1. come scrivere le ricette e ampliare il tuo vocabolario;
  2. le tecniche di scrittura creativa ed efficace;
  3. l’importanza dei contenuti.
  4. La struttura di un articolo e la SEO (Search Engine Optimization).
  5. Gli strumenti di analisi, le parole chiave, le tag, ecc.
  6. L’importanza dei social network e come scrivere dei post ad hoc per le varie piattaforme.
  7. Gli aspetti legali del mondo online.
  8. Le basi della lingua inglese.

L’uso dell’inglese è diffusissimo, non sempre è possibile trovare un equivalente nella propria lingua per far riferimento a vocaboli nati in culture e contesti diversi.

Ecco alcuni dei termini che ogni blogger dovrebbe conoscere: analytics, tag, alt, SEO, backlink, SERP, contenuto pillar, topic, cluster, host (o host web), domain authority, html, podcast, mailing list … (Questo non vuole essere in alcun modo un elenco esaustivo, ma credo basti per far riflettere).

“Le competenze del food blogger devono essere tante e non riguardano solo la cucina e la conoscenza delle materie prime. Bisogna saper scrivere (meglio se secondo le regole SEO) e bisogna sapere come si scrive una ricetta; bisogna saper fare un impiattamento almeno decente, allestire un minimo di set e saper fare le foto; anche un po’ di post produzione non è male come competenza.” (Niva Florio “Nevole e Nuvole”)

Cena esperienziale Ottimo Massimo Roma | Professione food blogger | foto ©ockstyle

Quanto si guadagna con questa professione

Quello del food blogger è un percorso che può essere molto gratificante e, spesso, può trasformarsi in fonte di reddito.

Quanto si guadagna? Non ci sono riferimenti precisi sui guadagni, ed è una domanda alla quale si è un po’ restii a rispondere, anche perché spesso le cifre sono molto basse. Naturalmente, non tutti i blog di cucina si trasformano in carriere a tempo pieno e ben pagate.

Cominciare a trarre guadagno con il blog è complesso, c’è un’alta correlazione tra tempo, impegno e denaro. Più pubblichi, più lettori hai, più visite riceve il tuo sito, e più diventi appetibile ai potenziali inserzionisti e sponsor, e più soldi puoi guadagnare. Il segreto del successo è avere un impegno granitico.

Potresti partire con Google Adsense (popolarissimo servizio di pubblicità); poi ci sono i contest, le sponsorizzazioni, i banner pubblicitari, le donazioni, il crowdfunding, le ricette per il settore HO.RE.CA. (acronimo di Hôtellerie-Restaurant-Café/Catering); ma anche la vendita di corsi, prodotti, coaching, consulenze.

Ricordati che sviluppare una tua mailing list il più grande possibile è molto importante: è uno dei tuoi beni più preziosi. Un adagio del marketing dice: “Money is in the list!” (I soldi sono nella lista).

“Il blogger è un esperto di comunicazione, un semplificatore dell’informazioni, un attivatore di riflessioni, un moltiplicatore di emozioni.” (Salvatore Russo)

Come si trova la Food Blogger che fa per te

La food blogger crea contenuti in una nicchia di mercato ben satura, dove tutti hanno una ricetta di cucina o altre particolarità da vendere, o un trucco per coltivare e cucinare verdure, o altro.

In questa marea di blogger, le aziende hanno il vantaggio di poter scegliere con chi lavorare. Perché dovrebbero voler te quando hanno letteralmente centinaia di altri blogger che bussano alle loro porte? È il tipico caso di domanda e offerta.

Statisticamente hai bisogno di raggiungere una certa popolarità, perché le società comincino a vederti come un influencer ed eventualmente a proporti collaborazioni, o viceversa. Al blogger però servirà un gran numero di follower.

Scopri il tuo punto di vista o il tuo stile, sono unici. Per catturare l’attenzione, devi trovare il modo per distinguerti, perché è questo che fa la differenza: la chiave è vendere un sogno.

“Essere una food blogger vuol dire comunicare attraverso il cibo la propria professionalità e conoscenza del mondo food. Non è solo condividere una ricetta, ma raccontarne la storia, diffondere la conoscenza delle materie prime utilizzate per tale preparazione, condividere la propria esperienza.” (Sabrina Pignataro “Delizie e Confidenze”)

È un po’ come correre una maratona, si parte con migliaia di persone, sapendo che non tutte arriveranno al traguardo. Quelli che ce la fanno arriveranno in tempi diversi, dipende da quanto si sono allenati.

Ogni percorso è diverso e, se pensi che le persone che potrebbero relazionarsi a te sono tante, il pubblico potenziale è enorme, tutti hanno bisogno di mangiare. Il mercato è grande e ce n’è per tutti.
Ricordati di fare molta attenzione affinché l’entusiasmo iniziale non si esaurisca.

“In questo mega calderone di food blogger più o meno bravi non è semplice emergere. Indubbiamente se sfrutti tutte le nuove tecnologie ed i social, hai qualche possibilità in più.” (Agostino Budelacci)

E poi c’è l’AIFB, Associazione Italiana Food Blogger, (nata il 16 novembre 2013) che potrebbe esserti di grande aiuto.

Blog Timeline

Vuoi conoscere quand’è la prima volta che si è parlato di blog e di food blog?

  • 2 luglio 1997 – L’inizio del food blogging ci riporta all’estate del 1997, quando Jim Leff e Bob Okumura fondarono Chowhound, un forum online di discussione sul cibo a New York City.
  • 17 dicembre 1997 – Jorn Barger conia il termine “weblog”. La parola nasce per descrivere ciò che stava facendo nella sua pagina web pionieristica “Robot Wisdom”. Web logging = weblog = blog
  • 23 agosto 1999 – Viene introdotto Blogger, un software specifico per i blog sul Web, di Pyra Labs.
  • October, 1999 – David Lebovitz, un noto pasticciere californiano, inizia a pubblicare il suo blog, diventato poi un sito molto influente.

“[Per essere notato] Ogni food blogger deve avere una propria caratteristica particolare, una sua tipologia. Io sto puntando sulla qualità delle materie prime e nel consigliare come preparare cibi sani anche si ha poco tempo perché si lavora… E se hai la fortuna di essere notato, di piacere e di essere letto e allora ecco che viene scoperto un altro food blogger.” (Maria Rosaria De Luca Cucina casareccia)

Tanti pensano che il food blogging sia un modo semplice per guadagnare con poco lavoro e tanti vantaggi. Au contraire, ci vuole dedizione, perseveranza e costanza, deve essere interessante ed entusiasmante sia per te che scrivi, che per chi ti segue.

Ovviamente ci sono tantissime altre cose da considerare ma, se pensi di aprire il tuo blog di cucina e diventare un/una food blogger, queste sono considerazioni da tenere a mente.

Se sei appassionato di cibo e tutto ciò che lo riguarda, hai discrete capacità di scrittura, il blog potrebbe sicuramente essere un percorso di carriera per te.

Benvenuti nel grande famiglia dei food blogger!

“Una delle cose più belle della vita è il modo in cui dobbiamo interrompere regolarmente qualunque cosa stiamo facendo e dedicare la nostra attenzione al cibo”. (Luciano Pavarotti)

Costa dei Trabocchi: Vallevò e il “Cristo degli abissi”

I trabocchi (o trabucchi), simbolo delle terre abruzzesi (e molisane), sono delle particolari costruzioni in legno inizialmente dedicate alla pesca.



Palafitte protese verso il mare che, grazie a incastri e contrappesi, in qualche modo resistono al tempo e ai flutti.

Qui le immagini del Cristo degli abissi, a Rocca San Giovanni (Chieti).

“La grande macchina pescatoria, simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano … proteso dagli scogli, simile ad un mostro in agguato, con i suoi cento arti, il trabocco aveva un aspetto formidabile…” (Gabriele D’Annunzio)

Foto di Matelda Codagnone, Lorenza Destro e Giuseppe Marone

OCK Style

8073_Cristo_Collage_MateldaCodagnone Christ of the Deep – Trabocchi Coast, Vallevò (Chieti) | photo: ©MateldaCodagnone

“I must down to the seas again, for the call of the running tide
Is a wild call and a clear call that may not be denied;
And all I ask is a windy day with the white clouds flying,
And the flung spray and the blown spume, and the sea-gulls crying.”
~John Masefield, Sea Fever: Selected Poems

009_trabocchi3_Collage_MateldaCodagnone Trabocchi Coast | photo: ©MateldaCodagnone

Trabocchi are a familiar feature all along the Adriatic coast, especially in the area from Ortona to San Salvo. Appetibilis asked architect and art history connoisseur Emiliano Fioriti for a brief historical outline of the trabocco as an architectural feature… Read more: Trabocchi part 3 :: Christ of the Deep – Vallevò (Chieti) on Appetibilis | Saperi e Sapori del Territorio

0364_trabocchi3_Collage_Lonza65 Trabocchi Coast | photo: ©Lonza65

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